Le Carezze

English version by Carlo Laertini ''In a Caress''

I Dinosauri si sono estinti perché non li carezzava nessuno. (Anonimo)
Il Desiderio si esprime attraverso una carezza come il Pensiero attraverso il linguaggio. (Jean-Paul Sartre)
La carezza è l’Amore che ti passa tra le dita. (Anonimo)

Una carezza è un bacio, è un respiro profondo che collega una Mamma ad un Figlio.

Attraverso la carezza, l’espressione di quel che abbiamo dentro si fa materiale. È come toccare l’immaterialità degli stati d’animo.
A volte noi uomini usiamo questo gesto con superficialità, mentre per il Bambino e per il Cane, ha sempre un valore di estrema importanza. E tale è, quest’importanza, che ogni carezza assume un significato diverso a seconda del momento e punto del corpo ove viene posta. Oserei dire che è la firma di presentazione.
Una manina titubante, che si accompagna ad un sorriso incorniciato da gote rosse di emozione, dichiarano la benevolenza e il rispetto; così come lo è, un musino che attento cattura il profumo del Bimbo e piano si avvicina sempre d più a lui per unire a quel profumo il proprio.
L’unione dei profumi dei corpi, è indice di fiducia!

La carezza è padrona di nobili intendimenti, di inaspettati sentimenti che suggellano patti sociali.
La carezza non è una semplice parola, ma il destarsi di ciò che di più profondo celiamo nel nostro cuore.
È l’uscita allo scoperto, di quel che siamo.

Il Bambino, nella sua purezza e il Cane nella sua semplicità, mediante la carezza avviano una conoscenza che avrà vita nella sincerità.

La carezza nasce nel momento in cui il Bambino viene al mondo.
La Mamma, accogliendolo fra le sue braccia, non può fare a meno di passare le sua mano su quella Creatura che ha un legame indissolubile con lei.

Quei delicati passaggi su tutto il corpo del Figlio, dicono lui, sono qui... mi riconosci?...abbiamo trascorso nove mesi insieme parlando, dormendo, mangiando; eravamo sempre insieme ma qualcosa ci impediva di completarci…ora quel velo non c’è più, ed eccoci finalmente uno stretto all’altra, liberi di sentire le parole dei nostri cuori attraverso ‘’questo tocco magico’’


La carezza nasce nel momento in cui il Cucciolo viene al mondo.
La Mamma, dopo aver inciso il sacchetto che lo avvolge, pulisce e scalda la sua Creatura, leccandola. Sotto quei baci, a contatto con la calda e morbida lingua di Mamma, il Cucciolo saluta la vita.

La lingua della Mamma, è uguale alla nostra mano che assiste e carezza; gli Animali che non hanno le mani come noi, non posseggono altro sistema per compiere un’azione similare, e infatti in moltissimi atteggiamenti, riconosciamo la similarità dei due comportamenti.

Questo tipo di assistenza, permette una crescita in equilibrio.

Le carezze, gli abbracci e le attenzioni di cura, permettono un rinsaldo continuo fra la Madre e il Figlio. Nell’abbraccio gli odori si fondono aggiungendo sempre più forza alle Entità mentre le carezze lusingano i corpi massaggiandoli delicatamente.

Due tipi di carezze
La carezza fa parte del linguaggio delle mani; un linguaggio che ben sostituisce le parole, e perciò è ben compreso da coloro che delle parole non sanno ancora cosa farsene.
Indispensabili per il contatto sociale, esprimono la considerazione e il trasporto che, chi le ‘’pronuncia’’, ha dell’altro e verso l’altro. Tamquam chi le accetta e ricambia.
Affascinante aspetto della carezza, è quello che non può celare menzogna, perché nel tocco della mano, viene trasmesso lo stato d’animo di chi la mette in pratica.
Fra le diverse specie animali, il gesto della carezza ha delle lievi differenze espressive, sfumature che possono far interpretare un sentimento piuttosto che un altro.
Non parliamo tanto del momento in cui avviene il contatto, ma dell’avvicinamento fra i due ‘’elementi’’.
Per noi umani, posare la mano sul capo di un Cane, con il palmo rivolto quindi verso il basso e il dorso al cielo, o anche posarla sulla spalla di un amico, simboleggia di atto di benevolenza e, se riferito ad Bambino (l’atto di carezzare) sicuramente di affetto e protezione; è un po’ questo gesto, come la benedizione del Sacerdote sul capo dei fedeli. Per un Cane, assume un significato diverso a seconda degli umori, della situazione e della confidenza fra lui e la persona che vorrebbe carezzarlo.

Si dice: la carezza è il modo più semplice e sincero per fare conoscenza.

Per noi umani esiste la stretta di mano, per i Cani, esistono prima gli odori e poi la confidenza della carezza.
Ecco, forse confidenza è la parola giusta per spiegare l’importanza di questo gesto.

Il palmo sul capo del Cane, è un atto che domina, o che protegge.
Un palmo rivolto verso l’alto, è una richiesta o un’offerta.

La mano per il Cane è come la bocca.
La mano della nostra Mamma ci carezza.

La mano della Mamma dei cuccioli di Cane, è la lingua. Con la lingua i Cani carezzano e puliscono, perfettamente uguale a quello che le persone, fanno le mani.

La mano con il palmo rivolto verso il pelo del Cane, secondo il Cane, potrebbe essere benissimo una bocca che come lo tocca, lo afferra (lo morde), ed è quindi normale che sia un po’ schivo le prime volte, quando vede quel gesto, ma una volta presa confidenza con la persona che lo elargisce, subito anche per il Cane, si trasforma in qualcosa di piacevole e positivo.

La mano con il palmo rivolto verso l’alto, è invece una mano che il Cane non teme, perché è come una ciotolina che potrebbe essere colma di cose buone oppure chiede di essere riempita di bontà.

Le carezze di una Mamma al Figlio, danno serenità, affetto, protezione, educazione, equilibrio.

È provato che un Bambino a cui un tale atteggiamento non è mancato, mostri nella crescita,equilibrio comportamentale.
Così come accade in tutte le cucciolate in cui MammaCane è rimasta con i suoi piccoli ben oltre lo svezzamento, libera di occuparsi dei Figlial meglio di una Mamma.


Il Bambino, nella sua purezza e il Cane nella sua semplicità,
mediante la carezza avviano una conoscenza che avrà vita nella sincerità.


La carezza l’intimità di un gesto che non ha bisogno di parole


La carezza permette di entrare in contatto e di fare conoscenza, nel rispetto l’uno dell’altro.
L’insegnamento che ne scaturisce, è una forma educativa espressiva nel personale e nel collettivo, che mette alla prova la socialità degli individui, protagonisti dell’atto; li educa e li promuove alla vita.

 

Dal libro: A Te - Educazione Naturale - Progetto Scuola Ambiente di Barbara Tullio e Paolo Caldora