Educazione sullla ciotola

 

Le grandi tappe!
… fra i nostri Trovatelli, ce ne sono alcuni che arrivano dai canili!

Quando si parla di canili, non bisogna pensare sempre a posti sporchi molto più simili a rimesse maleodoranti che ospitano carne da macello (più o meno) … esistono per fortuna, anche luoghi degnamente puliti, dove gli ospiti vengono assistiti.
Oltre alle amorevoli cure di molte persone, a questi Cani, vengono impartite alcune regole dell’educazione. Spesso però, queste regole, non sono altro che l’estratto di credenze del tutto umane , e possono nuocere, anziché aiutare.
Fra queste: il bon ton in attesa del cibo!
‘’Una nostra Creatura, che viene proprio da uno di questi canili puliti, ha un grave problema relazionale con la pappa. Non prende cibo dalle mani, e non mangia nella ciotola fino a che non ci allontaniamo da lei. Chiedendo alla persona che conosce la Creatura da molto più tempo di noi, siamo venuti a sapere (confermandoci purtroppo un triste pensiero che ci perseguita da anni), che le è stato insegnato a non toccare le mani con la bocca, neanche se ci fosse del cibo all’interno della mano, e a non mangiare dalla ciotola fino a che non avesse avuto il permesso per farlo (la persona che dava l’ok aveva deciso, dopo una serie di comportamenti che oramai tutti conoscono, che di quel cibo non gli importava più nulla, ma che semmai lo avesse rivoluto, poteva andare a toglierglielo) .
Per farla breve insomma, quello che accade , è: sei davanti, lei non mangia, sei appena lontano ma non hai detto che può mangiare, lei ci prova ma se dici di non mangiare, lei smette; passi davanti a lei mentre finalmente le hai dato il permesso di mangiare? Lei smette e gira la testa, in attesa che tu decida se la rivuoi o può rimanere sua! La vorresti imboccare, darle un bocconcino dalle mani? Lei gira la testa! … Le avvicini le mani per carezzarla? … Lei gira la testa dal lato opposto alla mano!‘’
Questo tipo di insegnamento serve molto probabilmente per evitare spiacevoli equivoci quando c’è la pappa di mezzo, o, per quel che riguarda le mani, ad inibire ogni avvicinamento spontaneo ad esse; è molto comune sia nei canili che fuori.
Capisco che nei canili, può rimanere molto utile che non ci si tuffi sulle ciotole, soprattutto se i Cani del settore sono più di ‘’uno’’, e che nel privato, sia una forma di educazione… però, un tale insegnamento, può portare ad una conseguenza abbastanza drammatica …
‘’La Creatura che sto prendendo in esempio, da qualche tempo non sta benissimo… deve essere imboccata … il nostro porgerle del cibo, il nostro cercare di farle mandar giù qualcosa per sostenersi, la sta inibendo ancora di più.
Se non fosse per il fatto che non ha mai avuto un comportamento diverso dal: giro il muso quando hai cibo nella mano, e non guardo la ciotola fino a che tu non sei andato via… potrei pensare che non accetta il cibo in nostra presenza, per una forma di timidezza (non adattamento), ma siccome sono già 5 anni che vive con noi e le forme di confidenza sono ben oltre la scarsa conoscenza, non credo che sia per questo che gira la testa, ma che sia per l’educazione ricevuta! …
Il suo malore adesso, è arrivato a livelli molto alti, e se non fosse per il comportamento che ha sempre tenuto nella ‘’questione pappa’’, potrei pensare che sta talmente tanto male che non ha più voglia di mangiare … però, se non avesse più voglia di mangiare o mangiasse solo le cose che più gli piacciono, queste ultime, per quanto sta male, non dovrebbe neanche tentare di raccoglierle quando noi siamo fuori portata, e invece ci prova a farlo, cioè, ha la voglia di farlo. Il problema è che non può, perché non ce la fa più a coordinare alcuni movimenti.


Anni fa, un’amica ci lasciò un paio di giorni il suo cucciolone… anche lui, aveva un problema con la ciotola: non mangiava fino a che non sentiva il comando ‘’mangia!’’… Mentre preparavo la sua pappa, era lì tutto contento, scodinzolava a più non posso e sembrava che non vedesse l’ora che quella ciotola fosse a sua disposizione. Come gliela misi giù, la guardò ma non si avvicinò … il suo sguardo passava dalla ciotola a me, e mano a mano che passava il tempo (secondi), sempre più ‘’copiosa’’ gli scendeva la bavetta dai lati della bocca… ‘’Tesoro’’, gli dissi, ‘’Che hai? Non ti piace? È calda forse?’’ … ‘’Dai piccolo, mangia!’’ … a quel ‘’mangia’’, iniziò a mangiare!!! … telefonai alla mia amica, la quale tutta contenta, mi confessò che gli aveva insegnato a mangiare solo dopo aver avuto il permesso di farlo.

Chiedo scusa a chi crede nell’utilità di questo insegnamento, ma a me venne una gran tristezza. … e se non gli avessi detto ‘’mangia’’?...

Un ‘’educatore’’, tempo fa, disse a Paolo di essere fiero di un Pastore Tedesco (non suo), al quale era riuscito ad insegnare a ‘’non uggiolare’’ e a ‘’stare fermo per un’ora’’ davanti alla pappa prima di avere il permesso di mangiare!

Non ripeto per garbo, le parole di Paolo ;)

La nostra Creatura, vive quella forma di inibizione data un tale insegnamento.

Non credo che l’educazione e il rispetto si insegnino anche attraverso queste forme. Capisco che il Cane non debba ostacolare i movimenti che la persona deve fare per poggiare la ciotola in terra, e che un seduto possa essere di aiuto, ma arrivare ad insegnare comportamenti inibitori, non solo non lo capisco, ma non lo accetto!
Tali inibizioni, possano diventare molto gravi quando il Cane vive una forma di stress. Se poi lo stress è una malattia, allora il danno può dare serissime complicazioni.
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Far mangiare la nostra povera Creatura, vittima di questo insegnamento, è un’impresa.
Quando riesco a farle mandar giù qualcosa tenendolo in mano o tenendole la ciotola, è un traguardo. D’altronde da sola non ce la fa a raccogliere il cibo, e l’altezza della ciotola deve cambiare in ogni momento per far sì che possa trovare la giusta angolazione per leccare la pappa da sola.

Quante cosa strane pensano gli uomini del comportamento giusto di un Cane…
Io una responsabilità come questa del cibo, non me la prenderò mai… tutti i miei Cani mangiano senza pause e senza comandi, aspettano semplicemente che la pappa gli sia porta (poggiata in terra) , dopodiché, mangiano tranquilli.. Evito anche, in questo modo, che nell’attesa si agitino, provocando (l’agitazione) uno stress fisico che potrebbe trasformare la situazione normale in situazione anche tragica.
Non ho insegnato loro a star fermi, loro mi rispettano e io rispetto loro

 

 

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